2 aprile - Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo

“Solo perché non posso parlare non significa che non ho nulla da dire”, questo uno degli slogan più condivisi per la Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo.
Proclamata dall’O.N.U. nel 2007, nasce con l’obiettivo di informare, sensibilizzare e promuovere la ricerca e la solidarietà verso le persone affette da tale disturbo e le loro famiglie.
Proprio due settimane fa, precisamente il 18 marzo, in Italia è stato approvato in Commissione Sanità il disegno di legge che prevede “interventi finalizzati a garantire la tutela della salute, il miglioramento delle condizioni di vita e l’inserimento nella vita sociale delle persone con disturbi dello spettro autistico”; un passo in avanti importante in direzione della consapevolezza cui miravano sin dal 2007 le Nazioni Unite con l’istituzione della Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo.
Si tratta di una malattia ben nota da anni, ma di cui ancora non si sa molto e è necessario parlare per sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo alle problematiche che devono affrontare le persone affette da questa patologia e soprattutto i loro cari.
Una prima descrizione scientifica della patologia, infatti, è avvenuta nel 1944, e ancora oggi l’opinione pubblica è molto disinformata sull’argomento. Al di là dei progressi scientifici, è una realtà che non va dimenticata.
L’autismo e i disturbi dello spettro autistico (DSA) comportano una organizzazione atipica di alcune aree del cervello. È una patologia del neurosviluppo e non è rarissima: colpisce l’1% della popolazione mondiale e 1 bambino ogni 68, secondo studi recenti, presenta un disturbo generalizzato dello spettro autistico. L’esordio avviene presto, tra i 14 e i 28 mesi, e dura per tutta la vita. Un ritardo cognitivo è presente in circa il 50% dei bambini e ragazzi con autismo, che compromette la capacità di interazione e comunicazione con gli altri. Le persone affette da autismo prestano particolare attenzione ad alcuni stimoli sensoriali, sono predisposti alla ripetizione dei comportamenti e a routine rigide, oltre ad una scarsa attenzione alla socialità.
Oggi per dar voce a chi non ce l’ha avranno luogo manifestazioni, eventi e convegni in tutto il Bel Paese, alcune, addirittura, patrocinate dal Senato della Repubblica Italiana che avranno come oggetto proprio l’autismo.
Fra queste vi è “Light It Up Blue”, campagna di sensibilizzazione nata nel 2010 da Autism Speaks, un’organizzazione per la ricerca e l’educazione sull’autismo.
Tante città del mondo parteciperanno all’edizione di quest’anno al suono del motto: “Non chiudere la porta alla conoscenza, accendi una luce blu”.
Sono state illuminate da una luce blu ad esempio, a Roma, le facciate di Palazzo Madama, Palazzo Montecitorio e Palazzo del Quirinale e a Torino la Mola Antonelliana.
Il blu è stato scelto dall’O.N.U. come colore ufficiale della Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo.
Oltre all’illuminazione, sui social media si è scatenata la condivisione di immagini che contenessero oggetti o indumenti di questo colore attraverso gli hashtag: #GiornataMondialeAutismo, #AutismDay2015, ‪#‎WorldAutismAwarenessDay, ‬‪#‎WAAD‬, #lightitupblue, #LIUB. ‬‬
Le iniziative offline e online, portate avanti oggi, sono molto importanti poiché in questo ambito maggiore conoscenza dei sintomi significa maggiore comprensione. Proprio perché l’autismo colpisce la comunicazione e la relazione sociale, la comunità che vive attorno alle persone affette da questa patologia dovrebbero essere più responsabili e consapevoli.
Le persone autistiche sono spesso chiuse, isolate in un loro mondo, con grande difficoltà nell’interagire con gli altri.
Stop alla discriminazione e Via al passaparola informato!