“Ogni cliente può ottenere una Ford T colorata di qualunque colore desideri, purché sia nero”. Questa celebre frase di Henry Ford, scandita negli anni ’20 del secolo scorso, fu tra i primissimi esempi di comunicazione aziendale. Una strategia di marketing che, dopo quasi 100 anni, lascia ancora parlare di se. Ne è passata di acqua sotto i ponti da allora, diverse le modalità di comunicazione che si sono susseguite: dalla cartellonistica stradale, alla pubblicità interattiva, passando per gli spot radio/televisivi. E’ quindi arrivata l’era dei social network che, di giorno in giorno, continuano a rivoluzionare il mondo del web e della comunicazione. L’ultima frontiera è quella del Real-Time Marketing, quella tecnica che sfrutta la notizia o il trend del momento, come leva di promozione. Una comunicazione quindi istintiva, non programmata e che ripone le sue basi sulla sola creatività, e tempismo, dei social media manager.  L’obiettivo finale è sempre quello di diffondere il nome del brand, ciò che però cambia è l’approccio che le aziende utilizzano. Non si fa più ricorso ad operazioni volte a “pubblicizzare” il vantaggio competitivo detenuto dal proprio prodotto e, raramente, si invita il consumatore a farne uso. L’intento è piuttosto quello di richiamare l’attenzione del consumatore, utilizzando argomenti che esso sta leggendo o sentendo in giro, per facilitare la nascita di associazioni positive con il brand dell’azienda. L’ultimo esempio in ordine temporale è riscontrabile dopo la scoperta, da parte della NASA, del pianeta Kepler 452-b. Una delle primissime a lanciare la “mania” è stata Ceres che, rilanciando la notizia postando: “Siamo contenti che abbiano scoperto un pianeta gemello ma invitiamo la NASA alla prudenza. Non basta che ci sia l’acqua perché ci sia vita”. Se Ceres ha dunque puntato sullo scherzo e sull’engagement, diversa la strategia di Barilla che, sempre sfruttando il trend, ha colto l’occasione per richiamare il proprio slogan – Dove c’è Barilla, c’è casa ndr – modificandolo per l’occasione in “A 1400 anni luce da casa, c’è casa”.

Oreo fu la tra le primissime a fare ricorso al Rea-Time Marketing quando, in occasione di un noto black-out che colpì gli Stati Uniti  d’America, pubblicò su Twitter una foto del suo famosissimo biscotto al buio accompagnato dalla seguente frase: “Power out? No problem… you can still dunk in the dark”.

Quale sarà il prossimo trend? E chi il primo a sfruttarlo per creare community attorno al proprio brand?