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15 milioni di italiani fanno shopping online. Il 43,5% degli utenti della rete acquista sul web.
Circa il 38% degli utenti di internet, infatti, non utilizza il web solo per comunicare e informarsi (quota che tra i giovani internauti under 30 sale al 50,8%), ma diventa attivo. Aumentano le attività, svolte sul web, utili alla vita quotidiana: ricerca di strade e località (60,4%) e di informazioni su aziende, prodotti, servizi (56%), home banking (46,2%), ascolto di musica (43,9%), acquisti (43,5%), visione di film (25,9%), ricerca di lavoro (18,4%), utilizzo dei servizi voip (16,2%), prenotazione di viaggi e vacanze, operazioni bancarie.
Si tratta di un cambiamento culturale non da poco: gli italiani hanno risparmiato su tutto, ma non sui media connessi in rete.

Come mai in un periodo di crisi in cui gli acquisti calano, gli italiani, invece, comprano sul web?
A motivarli sono tre fattori: risparmio, comodità e possibilità di confronto. Gli addetti ai lavori, però, sanno che non mancano i timori sulle frodi e sulle condizioni dei prodotti.

Cosa fanno i consumatori di oggi prima di acquistare?
Il 12esimo rapporto Censis-Ucsi di questa primavera sulla comunicazione riporta dei dati molto interessanti per chi lavora sul web: aumentano gli internauti che si fidano degli e-shop. Il 37,1% dei 15 milioni di acquirenti in rete afferma che fare la spesa su internet è più economico e conveniente.
Il 32,8% sceglie questa modalità spinto, invece, dalla comodità e il 19,8% per la maggiore semplicità rispetto agli acquisti tradizionali. Il 12,8% del campione d’indagine fa emergere un dato molto interessante: lo scarto tra gli acquisti offline e quelli online risiede nella maggiore possibilità di confrontare prezzi, dettagli e informazioni.
È emerso, inoltre, per la prima volta da quando si è diffuso l’e-commerce in Italia, che il 7% del campione interrogato ritiene che fare acquisti sul web sia più divertente dello shopping tradizionale. Non è, però, tutto oro quello che luccica: in Italia vi sono ancora delle zone d’ombra. Quando sono state poste domande sulla sicurezza degli acquisti è emerso che il 28,7% degli intervistati teme le frodi, con particolare incidenza fra gli over 65 (34,6%) e le fasce della società meno istruite (32,6%).
Poco più del 10% si fida totalmente nel mettere in circolazione i dati delle proprie carte di credito. Un’altra problematica emersa è il fatto che i tempi di spedizione, per tanti, sono ancora troppo lunghi. Il 21,8% teme, infatti, un ritardo nella consegna o addirittura di trovare nel pacco prodotti fallati. Sono tanti i punti su cui gli addetti ai lavori dovranno battere. Le prospettive di crescita sono ancora tante.
L’e-commerce ci riserverà grandi sorprese sia nei settori maggiormente avviati come quello dei viaggi, ma soprattutto in quello del food. Non resta che tenere sotto osservazione gli spunti forniti dai consumatori per rendere la loro esperienza di acquisto sempre più sicura e accattivante.