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Finalmente anche in Italia sembra maturata la consapevolezza che un Project Manager può esprimere la propria professionalità in ambiti veramente ampi ed articolati, sia nel settore pubblico che privato. L’elaborazione del progetto di norma nazionale sul Project Manager è alle battute finali: un passo importante per la qualificazione di una figura professionale riconosciuta anche da specifiche disposizioni legislative. La legge 4/2013 reca già disposizioni in materia di professioni non organizzate, come viene spesso defi nita la professione del Project Manager, ma ancor prima della sua entrata in vigore l’UNI, Ente Italiano per la Normazione, aveva svolto una attenta attività di normazione in tema di qualifi cazione professionale, nell’ottica di una piena “riconoscibilità” di specifi che conoscenze e competenze appartenenti a realtà a volte non assimilate o non valorizzate abbastanza nel mondo del lavoro.

Un apposito gruppo di lavoro dell’UNI sta ora dedicandosi alla qualificazione della figura del Project Manager; il gruppo, coordinato da Pier Luigi Guida (autore tra l’altro del libro “Il Project Management – Secondo la Norma UNI ISO 21500”, Franco Angeli, 2015), concluderà infatti in questi giorni i lavori di elaborazione di un progetto di norma destinato ad avere un sicuro impatto per chi opera nel settore.

“In Italia la figura del Project Manager non è stata sinora qualificata in maniera puntuale”, spiega Pier Luigi Guida. “È una professione che riguarda in modo trasversale un ampio spettro di attività che vanno dalle grandi opere pubbliche ai piccoli progetti informatici. La norma che stiamo elaborando – prosegue Guida, segue il modello delle norme già esistenti sulle professioni non regolamentate: riguarda le cosiddette competenze, che si sviluppano in conoscenze e abilità. Per quanto riguarda le conoscenze ci siamo basati sulla norma UNI ISO 21500. Le abilitàivi comprese le cosiddette competenze ‘soft ’, cioè comportamentali – completano il quadro di questa norma sulla figura professionale del Project Manager. È opportuno anche sottolineare – aggiunge Guida – che la norma UNI ISO 21500 è basata sui processi (‘process based’) ed è dunque perfettamente allineata con la nuova UNI EN ISO 9001”.

Sicuramente tutti gli addetti ai lavori sono fortemente motivati ad ottenere una norma che qualifi chi la professione. Proprio per la natura trasversale dell’attività che è stato chiamato a trattare, il Gruppo di Lavoro “Project management”, riunisce esperti in rappresentanza sia della commissione “Servizi” che della commissione “Gestione per la qualità e metodi statistici”. Un lungo ma profi cuo lavoro congiunto, dunque, per il quale è lecito nutrire le giuste aspettative. “In termini generali ci aspettiamo che il termine ‘project manager’ sia accolto nella maniera corretta nel dizionario italiano. E ovviamente ci aspettiamo un riconoscimento del lessico della disciplina, da parte di tutti i cosiddetti stakeholder così come del ruolo di tale fi gura e dei metodi, tecniche e strumenti del mestiere”. Anche a livello internazionale le novità non mancano in questo ambito. “L’ISO/TC 258 sta rilanciando la propria attività con altri progetti già ben avviati che riguardano la ‘governance’ dei progetti, il ‘programme management’ – cioè la gestione dei programmi, intendendo con questo termine l’insieme dei progetti correlati tra loro da un obiettivo strategico – e il ‘portfolio management’, ovvero la gestione dell’insieme dei progetti e programmi di cui bisogna decidere, in ottica di ottimizzazione, l’avvio, il sequenziamento, l’allocazione delle risorse e così via”.

Un’attività ambiziosa che il GL UNI seguirà con attenzione. I nostri lettori interessati troveranno l’intervista completa a Pier Luigi Guida sul Canale UNI di YouTube