Sebbene sia una realtà già consolidata da diversi anni, sempre più spesso si sente parlare di inbound marketing. Che cos’è? Riprendendo Wikipedia, il termine Inbound marketing indica una modalità di marketing centrata sull’essere trovati da potenziali clienti (outside-in) in contrasto alla modalità tradizionale, detta anche outbound marketing (inside-out) che è imperniata su un messaggio direzionato unicamente verso il cliente. Con l’Inbound si passa dall’ Interruption al Permission Marketing: l’audience va conquistata fornendo contenuti interessanti e utili per il target di riferimento, non interrotta.

Parlando dell’importanza del blog all’interno di una strategia di comunicazione, qualche settimana fa abbiamo toccato l’argomento in via generale. Vediamo ora più nel dettaglio come si struttura una strategia di inbound marketing.

Le fasi strategiche sono 4:

  • Attrarre
  • Convertire
  • Chiudere
  • Deliziare

inbound-marketing-metodologia

 

ATTRARRE

Essere presenti nel momento in cui gli utenti sono in cerca di una soluzione ad un loro problema. In questa fase, l’utente è ancora all’inizio di quello che viene comunemente definito come ciclo di acquisto ed è quindi principalmente interessato di più al suo problema. Trovarci nel luogo giusto, al momento giusto, ci consentirà di generare maggiore traffico sul nostro sito. Un traffico composto da utenti potenzialmente interessati ai prodotti/servizi che riguardano la mia azienda, e quindi estremamente importante.

Sono diverse le tecniche a cui è possibile ricorrere nella fase di attrazione. Il più influente è sicuramente il blog anche se la rilevanza dei social media ha un peso sempre più importante. Il tutto chiaramente condito dalle parole chiave di nostra pertinenza. Keyword che ci consentono di conquistare posizioni nei motori di ricerca.

CONVERTIRE

Ora, immaginando che la fase di attrazione sia andata a buon fine, ci ritroviamo con una quantità di utenti che da semplici visitatori del nostro sito, devono diventare potenziali clienti. Questa fase si chiama conversione.

Il modo migliore per farlo è quello di ricorrere a call-to-action mirate, che suggeriscano al visitatore di far ciò che noi vogliamo che faccia. Qui entrano in gioco le landing pages, le pagine su cui il visitatore atterra e riceve ciò che gli viene promesso in cambio dei suoi dati personali.

CHIUDERE

Siamo riusciti ad attrarre visitatori sul nostro sito, li abbiamo interessati ai nostri prodotti e trasformati in potenziali clienti. Ok, non ci resta che concludere la vendita.

L’invio di e-mail con offerte commerciali rappresenta ancora oggi lo strumento principe per “incitare” il potenziale cliente all’acquisto. Il lavoro di remarketing e attivazione di campagne sui social media sono altri validissimi strumenti. Il tutto chiaramente senza mai trascurare lo stadio in cui si trova il nostro potenziale cliente. Non tutti i “potenziali clienti” sono allo stesso punto e non tutti sono già pronti a ricevere un’offerta commerciale. Se non consideriamo questo rischiamo di mandare all’aria tutto il duro lavoro!

DELIZIARE

Il rapporto con il cliente non deve interrompersi con l’acquisto da parte. Anzi, è in seguito all’acquisto che il lavoro di fidelizzazione entra nella fase più intensa. L’obiettivo è assicurarsi che il nostro cliente sia un cliente soddisfatto, gettando così le basi affinché diventi un ambasciatore del nostro brand.