big11Quella di Juliana è la storia di una donna che testimonia il potere della mente e la forza di volontà insita in ciascuno di noi. Juliana è conosciuta ai più per la sua impresa da guinness world record e per il suo best seller mondiale “Not without my sister”.
Il record del mondo le è stato attribuito per essere stata la più veloce donna al mondo a circumnavigare la Terra in bicicletta, un viaggio con partenza e arrivo da Napoli, città dove attualmente vive, che l’ha portata attraverso 19 paesi e 4 continenti; un’avventura durata 152 giorni, di cui ben 144 pedalando, coprendo una distanza che si attesta intorno ai 29.000 km, con una media di circa 200 km percorsi al giorno.
A rendere ancora più straordinaria l’impresa di Juliana è stata la sua caparbietà di fronte al fatto che la gara non ha beneficiato del supporto di nessuno sponsor ma solo di donazioni da parte di amici e sostenitori.
Il libro, invece, l’ha resa nota per l’emozionante e difficile storia autobiografica che Juliana racconta: un’infanzia drammatica vissuta nella perversione della setta “religiosa” alla quale era stata introdotta all’età di soli tre anni e un’adolescenza passata alla ricerca dell’evasione che l’ha portata poi ad essere finalmente libera.
Il suo è un best seller che ha venduto oltre 500.000 copie in tutto il mondo e che nel maggio dello scorso anno è uscito anche in Italia con titolo “Essere Innocenti”, edito da Menthalia.
Juliana cerca di mantenere sempre attivo il rapporto con i suoi fan ed è anche per questo che da anni è impegnata nel sociale con la Safe Passage Foundation, un’organizzazione no-profit che si occupa della tutela dei diritti dei minori, in particolare di quelli nati e cresciuti in ambienti estremisti e isolati o in sette religiose.
Ciò a cui punta questa straordinaria e giovanissima donna è combattere in nome di quei bambini maltrattati e privati della loro infanzia che non hanno i mezzi per ribellarsi all’ingiusto destino che li condanna. Juliana non si è mai fermata e l’ultima impresa è quella di aver preso parte alla Trans Am Bike Race, una gara che percorre in largo il continente nord americano attraversando 10 stati; un percorso di 4233 miglia, equivalenti a più di 6000 km, senza sosta in cui ogni ciclista è solo in strada con la bici ed i bagagli e la necessità di dover cercare cibo ed acqua e trovare un posto per dormire. Juliana ha impiegato appena 20 giorni e 23 ore stabilendo anche un nuovo record femminile: 800 km percorsi in 38 ore no stop. Il viaggio è partito da Astoria, nello stato dell’Oregon, e si è concluso a Yorktown, in Virginia; Juliana non si è mai persa d’animo nonostante i vari ostacoli di percorso, tra cui febbre, rottura della catena della bici e una brutta caduta al secondo giorno che le ha provocato una contusione alla spalla e una costola incrinata. La sua forza d’animo, però, è stata ampiamente premiata perché si è classificata quarta su un totale di circa 50 partecipanti, dei quali la maggior parte uomini, e prima in assoluto tra le donne.
Nessun premio in denaro era in palio, tant’è che lo slogan che accompagnava l’iniziativa sottolineava: “nothing to win or lose but honor”! Un’esperienza, dunque, vissuta in nome della libertà che le era stata negata in passato.
A soli 33 anni, Juliana si considera una delle cicliste endurance più forti al mondo e, forse inconsapevolmente, è già ritenuta un modello da seguire e a cui ispirarsi.