magazine marzo-11

La LogArt, corrente artistica e filosofica contemporanea, ha l’intento di sferrare un duro colpo al nostro secolare bagaglio di credenze e opinioni.
Vuole far nascere interrogativi, perplessità e domande.
Vuole dare nuova linfa al dialogo e al dibattito.
Vuole creare lo stupore nelle coscienze.
Vuole trasformare lo spettatore, il fruitore dell’opera d’arte, in elemento partecipe e creatore dell’opera d’arte stessa.
Si tratta di una corrente contemporanea che vuole far interagire arte, matematica e filosofia.
Come scrive la fondatrice delle corrente, Maria Angelone, nel libro redatto a quattro mani con Giuseppe Savarese, manifesto di questa nuova arte, la Log Art vuole creare un ponte di collegamento tra la matematica e l’arte, ovvero tra la bellezza artistica del pensiero matematico e la bellezza geometrica dell’arte. L’intento dell’eclettica artista è quello di creare una nuova forma d’arte in cui piacere estetico, empatia emozionale, paradossi, ambiguità e problemi irrisolti della parola si fondano con simboli e segni matematici, oggetti e immagini al fine di dar vita ad opere che aprano al discorso, alla riflessione e all’azione. La LogArt è, possiamo dire, l’espressione artistica dei paradossi, delle ambiguità, di ipotesi e di congetture e dei problemi irrisolti. Si tratta di intuizioni e riflessioni interessanti che non possono che ammaliare e intrigare chi ama il mondo della comunicazione e del linguaggio, nonché matematici e logici. Le installazioni di Maria Angelone, infatti, mettono lo spettatore di fronte a domande, dubbi e perplessità che riguardano da una parte l’opera, ma dall’altra la vita stessa del singolo.
Ma di cosa stiamo parlando? Di che opere si tratta?
Facciamo un esempio: The Energy of a TERNA generates the dance of life.
Quest’installazione ha come protagonista l’equilibrio tra energia, umanità, futuro e ambiente e la sopravvivenza del nostro pianeta. Si tratta di un impianto geometrico in cui, giocando su tre terne pitagoriche e sulla proporzione matematica che lega il triangolo rettangolo e i tre quadrati di ogni terna, con un volo pindarico, si vuole far riflettere il fruitore sulla corrispondenza tra queste formule e il legame tra l’energia, l’umanità, e l’ambiente che dovrebbero essere in rapporto armonico proprio come le forme geometriche. Attraverso un frattale matematico posto in correlazione con uno naturale, inoltre, l’opera esprime il senso di ordine e l’eleganza che lega la proporzione al bello, evidenziando che le forme geometriche, nel corrispondersi a quelle naturali, racchiudono in nuce energia pura.
Letta la spiegazione dell’opera sembra un’impresa immaginarla e vederla raffigurata, invece, paradossalmente quanto detto è rappresentato con una semplicità e chiarezza quasi disarmante.
Tutte le terne pitagoriche e il frattale maggiore si raccordano, mediante frecce illuminate con LED, in un cerchio, che rappresenta la generazione all’infinito di queste figure. Il circuito rotante delle luci e il brano musicale Fluens, di Filippo D’Eliso, accompagnano il fruitore nella lettura dell’opera, facendogli cogliere il concetto del dinamico progresso dell’umanità e della prospettiva di un futuro sostenibile. Ogni opera di LogArt, inoltre, non si esaurisce con la parte visuale, ma è corredata da un book, che contiene un testo di approfondimento con il suo substrato matematico, nonché brani musicali inediti. La fruizione totale dell’opera si ottiene osservando i pannelli, spesso, animati da luci e led, ascoltando la musica, leggendo il testo del book e discutendo con chi sta accanto per vedere cosa ha colto l’altro e se la sua posizione rispecchia la nostra.
Vi sono, però, anche opere di altro tipo, come ad esempio, 100 Ties, che fa riflettere sul concetto di originalità e di valore esprimendo uno dei paradossi della modernità.
Angelone chiede, infatti, al fruitore dell’opera di individuare la cravatta di Hermes tra 100 cravatte anonime.
Una corrente artistica partenopea di cui si parla poco, ma che fa riflettere molto.