Manca ancora un bimestre al 2014, c’è chi guarda nostalgicamente al periodo estivo e chi sogna già il periodo natalizio, per nuove spensierate vacanze.
Ma i dizionari non vanno in vacanza e negli ultimi mesi si sono arricchiti di nuovi vocaboli, pronti a essere ufficializzati e pubblicati l’anno venturo.
Nel 2014 infatti verranno introdotti nuovi termini nel dizionario italiano Zingarelli, circa 1500 le new entry con 50 e più sfumature di… significato!
Il mondo delle parole si arricchisce sempre di più di vocaboli derivanti dal linguaggio corrente, dal “politichese” al linguaggio social e tecnologico, alcuni termini che già utilizziamo da qualche tempo verranno inseriti nella prossima edizione del vocabolario.
Siamo quindi l’era dei cocopro, degli hastag, degli shortini, della ludopatia e degli eticisti. Queste sono solo alcune delle nuove parole utilizzabili e ufficialmente rintracciabili nel dizionario a breve; si aggiungono termini come inzitellito, esodale, profilazione, pedaggiare, asteriscare.
Non manca poi una buona dose di zoccolaggine con rammarico dei perbenisti, sarebbe il caso a questo punto di far entrare anche un bravo rottamatore, termine riproposto con nuova accezione dal politico Renzi.
Insomma, sembra proprio che ci siano novità per tutti i gusti, ci si chiede cosa ne pensi la buona vecchia Accademia della Crusca di fronte a quest’orda di “barbare” parole.
Intanto proprio sul sito dell’Accademia è a disposizione il servizio di segnalazione delle nuove parole apparse in anni recenti e/o di quelle preesistenti che hanno però subito negli stessi anni un mutamento semantico o un forte rilancio nell’uso pubblico. Ecco quindi un rapido excursus dei termini proposti dall’Accademia entrati in uso negli ultimi tempi: googlare, pinnare, taggare, svapare, webocrazia, apericena e altri. Non mancano neanche quelle di derivazione inglese: beauty contest, lifecasting, retrorunning, self publishing.
In più il dizionario Zingarelli cede al fascino del retrò, proponendo oltre 3000 “parole da salvare”: intrepido, ineffabile, sfarzo, cipiglio, sfavillare, ghermire per esempio, con uso meno frequente perché sia i giornali che la televisione troppo spesso privilegiano i loro sinonimi più comuni, anche se meno espressivi. Pronti allora a veder impressa nero su bianco la rivoluzione semantica di cui siamo parte tutti i giorni? C’è da dire che se il dizionario è lo specchio della società del suo tempo bisogna ammettere che la nostra è davvero variegata.

Curiosità
Il primo dizionario alfabetico fu pubblicato in Italia nel 1502 da Ambrogio Calepino, conteneva termini latini e qualche riferimento ad altre lingue; ancora oggi la parola “calepino” è sinonimo di dizionario con accezione di “antiquato”.
Nel 1612 fu la volta dell’Accademia della Crusca che diede i natali al primo dizionario dal nome Vocabolario della lingua toscana, in esso infatti sarebbero entrati a far parte termini della lingua fiorentina, risalenti anche al periodo di Dante e Petrarca. Per i toscanisti dell’epoca inserire nel titolo la parola “italiano” o “italico”, non era ammissibile dato che la culla originaria della lingua pulita e armoniosa che ancora oggi parliamo era la regione Toscana. Il lemma italico fu solo inserito all’interno del vocabolario.
Toccò poi a Niccolò Tommaseo e a Bernardo Bellini, che nel 1858 diedero il via alla compilazione del Dizionario della lingua italiana, opera in sette volumi completata nel 1879. È infine il filologo italiano Zingarelli che nei primi decenni del ‘900 aggrega i nuovi termini italiani nel vocabolario dal nome Vocabolario della Lingua Italiana.