easter-675114_1280

Pasqua, una delle principali festività cosiddette “mobili” perché cambiano ogni anno, sta per arrivare.
Ebbene sì: questa Domenica vi saranno le celebrazioni di uno dei momenti più importanti per chi professa la fede cattolica.
La Pasqua, però, affonda le sue radici in tradizioni e culti ancora più antichi.
Il termine “Pasqua”, infatti, deriva non solo dalla parola latina “pascha”, ma anche dall’ebraico “Pesah”.
La parola “Pasqua” ha due significati, che coesistono tutt’oggi, a seconda che si stia parlando della tradizione ebraica o della tradizione cristiana.
La Pasqua ebraica, pasa’, in aramaico, celebra la liberazione degli Ebrei dall’Egitto grazie a Mosè e, letteralmente, significa passare oltre.
Quella cattolica, invece, ricorda la Resurrezione di Gesù, dal greco antico patein/παθείν e racchiude, quindi, in sé tutto il mistero cristiano della Passione e della Resurrezione.
Sono tantissimi i simboli che in questi giorni vediamo passarci sotto il naso per richiamare l’atmosfera pasquale, ma di tanti di questi non ne conosciamo o abbiamo dimenticato il significato.
Un esempio? Tra i diversi richiami pasquali che vediamo nelle vetrine dei negozi compare, spesso, un simpatico coniglietto che porta delle uova.
La sua presenza non è casuale, ma richiama la lepre, che sin dai primi tempi del Cristianesimo era presa come simbolo di Cristo.
La lepre, inoltre, con la caratteristica del suo manto che cambia colore a seconda della stagione, è stata utilizzata da Sant’Ambrogio come simbolo della Resurrezione.

Ma vi ricordate perché comprate le uova di cioccolato?
La tradizione dell’uovo pasquale richiama sia la Cristianità che un concetto pagano.
L’uovo è da sempre il simbolo della vita e della rigenerazione.
I primi ad usare l’uovo come oggetto beneaugurante sono stati i Persiani, che festeggiavano l’arrivo della Primavera con lo scambio di uova di gallina.
Anche nella Antica Roma esistevano delle tradizioni legate al simbolo delle uova.
I Romani, infatti, erano soliti sotterrare nei campi un uovo dipinto di rosso, simbolo di fecondità e, quindi, propizio per il raccolto.
L’uso di regalare uova è collegato al fatto che la Pasqua è una festa della Primavera, dunque del rifiorire della natura.
L’uovo è appunto simbolo della vita che si rinnova e auspicio di fecondità.
Vi sono, però, delle leggende che ricollegano proprio Gesù alle uova colorate.
Una racconta che Maria Maddalena stava portando delle uova cotte al Sacro Sepolcro di Gesù, quando, improvvisamente, vide le uova colorarsi di un rosso brillante e subito dopo vide il Cristo risorto.
Un’altra tradizione racconta, invece, che dopo l’Ascensione di Gesù, Maria si recò dall’imperatore romano e lo salutò dicendo “Cristo è risorto”, ma lui disse: “Cristo non è risorto più di quanto quest’uovo sia rosso”. Dopo questa asserzione l’uovo si colorò immediatamente di un rosso sanguigno.
L’uso delle uova di cioccolato, invece, è relativamente recente: il cacao fu introdotto in Europa dopo la scoperta dell’America, ma solo nel Settecento gli olandesi lo usarono per realizzare le uova di Pasqua e, solo verso la metà dell’Ottocento, in Svizzera, si produsse il primo cioccolato al latte.
Sulle uova esistono ancora oggi usanze che variano da Paese a Paese: ve ne sono in Francia, nel Regno Unito, negli Stati Uniti, in Russia, in Romania, in Ucraina, in Polonia e in altri Paesi slavi.
Cosa si intende, invece, con il termine “Pasquetta”?
Con Pasquetta si indica, popolarmente, il primo lunedì dopo la domenica di Pasqua, propriamente chiamato Lunedì dell’Angelo o in Albis.
Con questa festa si vuole ricordare l’apparizione di Gesù risorto ai due discepoli in cammino verso il villaggio di Emmaus, a pochi chilometri da Gerusalemme.
Tra i Cristiani, per ricordare proprio il viaggio dei due discepoli, è consuetudine trascorrere questa giornata “fuori le mura” facendo una scampagnata.
Rinfrescata un po’ la memoria non resta che festeggiare Pasqua e Pasquetta con amici e parenti!
Auguri a tutti!