scattaintesta

Cinque e otto chilometri di corsa dedicati alla solidarietà e a chi soffre di cefalea.
Un avvenimento unico, una manifestazione di beneficenza che ogni anno ha lo scopo di raccogliere fondi per l’Associazione Italiana per la lotta contro le Cefalee (AIC) e far luce su una delle malattie di cui soffrono 20 milioni di persone in Italia.
In occasione della seconda edizione di “Scatti in testa”, Menthalia – sponsor della corsa non competitiva – ha intervistato il Prof. Piero Barbanti, Presidente dell’AIC e responsabile del Centro per la diagnosi e la cura delle cefalee
e del dolore dell’IRCCS San Raffaele Pisana.

Come è nato il progetto “Scatta in testa” e l’idea di legare le cefalee a una corsa podistica?
“Scatta in testa” è un’iniziativa originale dell’Associazione Italiana per la Lotta contro le Cefalee per farci compiere uno scatto: una 2 giorni di incontri, visite, dibattiti e sport per curare le cefalee riscoprendo la lentezza del cervello (ragionamento, riflessione), tralasciando la frenesia degli impulsi e promuovendo l’attività fisica capace di liberare fattori neurotrofici. Curare il mal di testa vuol dire utilizzare i nuovi trattamenti, assecondando però
il ritmo lento del cervello razionale e promuovendo una vita fisicamente attiva.
“Scatta in testa” vuole anche sensibilizzare cittadini, amministratori e politici sul problema delle cefalee allo scopo di migliorare la vita di chi ne sia affetto mediante l’abbattimento di pregiudizi, la promozione dell’informazione,
l’accesso alle cure, e più in generale, tramite il riconoscimento e la tutela dei diritti sociali e medico-legali dei pazienti.

Quanto lo stile di vita del paziente può influenzare l’insorgenza e il peggioramento della cefalea?
Le cefalee nascono dall’incontro di una predisposizione genetica con l’ambiente.
Una testa troppo veloce in un corpo lento è il ritratto dello stress e della sua prima conseguenza, il mal di testa: la malattia più diffusa del mondo che colpisce in Italia 20 milioni di soggetti e fino al 18% dei bambini schiacciati tra
carenza di sonno e alimentazione irregolare. Il tecnostress, la mancanza di pause, un’alimentazione spesso sbilanciata tra eccessi calorici e diete arbitrarie se non dannose sono importanti fattori scatenanti (modifi cabili) del mal
di testa.

Per non parlare del sonno: è ormai acclarata la presenza di un vero e proprio “social jet lag”, termine che sta ad indicare l’intervallo di tempo esistente tra quando l’organismo ci richiama a letto e quando noi in realtà andiamo a dormire. Le alterazioni del ritmo sonno-veglia sono riconosciuti elementi di scatenamento della cefalea e sono ovviamente anch’essi modificabili con uno stile di vita più corretto.

Quali sono le novità nelle terapie delle cefalee?
Esistono già alcune novità terapeutiche per le cefalee e diverse altre sono in cantiere. Tra le prime figurano i neurostimolatori non invasivi: il GammaCore è uno strumento che applicato per 90 secondi bilateralmente in una particolare posizione del collo consente di stimolare il nervo vago producendo – a seconda del pattern, del numero e del momento di stimolazione – effetti positivi sia sul trattamento acuto del dolore emicranico, sia sulla prevenzione dell’emicrania cronica e della cefalea a grappolo cronica. Un altro strumento, denominato Cefaly, consente di prevenire la comparsa dell’emicrania mediante una applicazione quotidiana per 20 minuti per 4-6 mesi, di uno stimolo elettrico sulla regione posta tra le nostre sopracciglia, desensibilizzando così il nervo sovraorbitario.

In futuro, verosimilmente tra 3-4 anni, potranno essere disponibili anticorpi monoclonali contro una sostanza denominata CGRP per la cura preventiva dell’emicrania e della cefalea a grappolo. Insomma, con un po’ di fantasia, “un vaccino” per la cefalea.

Progetti futuri?
L’Associazione Italiana per la lotta contro le Cefalea mira a fornire a tutti i pazienti cefalalgici una informazione, una speranza ma anche una certezza: le cefalee non sono malattie incurabili. Per ottenere ciò puntiamo nelle prossime edizioni di “Scatta in testa” di coinvolgere sempre più persone con ogni strumento comunicativo moderno per consentire una maggiore consapevolezza delle opportunità di cura ai tanti sofferenti di mal di testa che credono – a torto – di aver fatto di tutto ma senza successo. Il format che abbiamo scelto è un po’ una formula mutuata dai campus americani, dove docenti ed allievi condividono lo stesso ambiente di lavoro e studio ma anche di svago per abbattere definitivamente ogni ritrosia, dubbio o anche timidezza che talora si interpongono tra il paziente e l’esperto. E per far questo puntiamo e punteremo ancora su Cervia e sulla Romagna, celebri per la bellezza dei posti, per il clima ma anche per la facilità di rapporti umani e per la schiettezza di ogni relazione.