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Per qualche ragione la gente risponde alla musica, non solo a livello emozionale, ma anche biologico. Svariate ricerche hanno mostrato che la musica ha profondi effetti sul cervello: innesca reti neurali legate al movimento, alla cognizione, all’apprendimento, alla memoria ed alle emozioni e può aiutare per l’ansia, la depressione, il dolore, la concentrazione, l’insonnia e la fatica.
In alcuni casi la musica è in grado di migliorare la capacità cognitiva in pazienti affetti da demenza o sopravvissuti ad un ictus.
È stato dimostrato, inoltre, che può aiutare le persone ad uscire dalla condizione autistica e i malati di Parkinson a regolare la propria andatura.
Cosa accadrebbe se fossimo in grado di trovare un modo per decodificare l’effetto che la musica ha sull’organismo umano? Potremmo usarla per migliorare la salute delle persone?
Queste sono le domande che hanno portato alla nascita di una piattaforma per cercare di capire i misteriosi legami tra corpo, musica e salute: The Sync Project.

Il progetto
The Sync Project, studiando i rapporti tra la musica e il corpo umano, cerca di comprendere meccanismi fondamentali ancora poco conosciuti. Giungendo, infatti, a migliori modelli di comprensione, si potrà usare la musica per modificare il modo in cui il corpo si relaziona con una particolare patologia.
La logica che guida il progetto è semplice.
Partendo dal fatto che la tecnologia wearable consente di raccogliere enormi quantità di dati sui nostri corpi e che servizi come Spotify, invece, consentono di comprendere e selezionare le preferenze musicali personali, si possono raggiungere sorprendenti risultati se si integrano questi ambiti.
Cosa accadrebbe, infatti, se si potessero mischiare e sovrapporre questi due insiemi di dati per vedere come i corpi stanno reagendo, momento per momento, alla playlist selezionata?
Il progetto prevede una collaborazione a livello globale che coinvolge alcune delle menti più appassionate e visionarie della scienza, della musica, della salute e della tecnologia.
Questo progetto si rivolge, infatti, a scienziati, appassionati di musica, ingegneri, musicisti, produttori di dispositivi, pazienti e gruppi di difesa dei pazienti. Insomma “to sync” come sincronizzare il potere della musica, della scienza e delle persone.

Il ruolo della tecnologia wearable
Ancora una volta la tecnologia wearable (tra i trend principali di questo 2015) può dare un contributo più che significativo. The Sync Project, infatti, mira a monitorare le risposte corporee individuali alle canzoni, sfruttando una combinazione di fasce per il rilevamento delle onde cerebrali, un fitness tracker e un cardiofrequenzimetro. Il tutto collegato ad un’app, sviluppata in collaborazione con la società di design IDEO, che rileverà i movimenti facciali e li assocerà alle metriche delle canzoni, col fine di mostrare in tempo reale gli effetti della musica sulle persone, sulla capacità di concentrarsi, sulla frequenza cardiaca e sulle emozioni. Questo tipo di collaborazione tra tecnologia wearable e app mobile potrebbe avere diverse applicazioni: ad esempio, potrebbe rilevare e segnalare agli autisti di camion quando è il momento di fare una pausa.
Ma gli effetti della musica sono uguali per tutti?
Certe canzoni ti rilassano, altre ti caricano, altre risultano insopportabili: si cercherà di capire anche quanto incide il gusto musicale individuale. È probabile che la musica piacevole per una persona sarà più efficace per alleviare il dolore o l’ansia.
La musica può essere davvero considerata una medicina? Solo seguendo questo importante e ambizioso progetto si capirà quanti passi avanti si riusciranno a fare in questo giovane campo di studio.
Stay tuned!