Vis à vis: Menthalia - Bertolotti

Menthalia è sempre alla ricerca di ispirazione e dove trovarla se non in una bella chiacchierata con Luca Bertolotti?

Pittore, illustratore, grafico e vignettista, Luca Bertolotti è un artista che esprime il proprio talento con immagini realizzate con diverse tecniche.
Ha disegnato per l’agenda Smemoranda, Linus, Prugna.net, Repubblica.it, Il Fatto Quotidiano, Cuore, Affaritaliani.it, Focus Junior, Il Male di Vauro e Vincino, Huffigton Post, Liberazione, Il Secolo XIX, Business Journal Liguria, Ultime Notizie, Avvenimenti, Liberal, Il Diavolo, Il Riformista, Il Misfatto, Il Mucchio Selvaggio, Mamma, La Rinascita, Emme, Macchianera.net, Sabellifioretti.it e SuErasmo.
Artista a tutto tondo per Prugna – Il colore della satira – ha realizzato il logo e tutta l’immagine coordinata offline e online.
Luca Bertolotti, infatti, grazie alle sue poliedriche capacità tecniche ha creato logotipo, etichette e packaging per diverse aziende dei più disparati settori merceologici.
Il suo mondo è quello del disegno e della pittura in tutte le sue declinazioni.
Si è occupato della pubblicazione e della veste grafica del libro satirico di vignette, aforismi e racconti di autori vari Carogate di Natale edito da Gremese; della realizzazione dei personaggi e delle ambientazioni del videogame interattivo sull’alimentazione Gnam Gnam – Mangia e impara; dei cataloghi, dei manifesti e degli espositori delle mostre del Festival Internazionale di Humour Grafico e di tanto altro.

Cerchiamo di conoscerlo meglio…

Pittore, illustratore, grafico e vignettista: chi è Luca Bertolotti?
Sono un po’ tutte queste cose.
Di formazione sono un disegnatore: matita, carboncino e pittura.
Nella vita lavoro soprattutto come illustratore, vignettista e grafico.

Parlaci del Bertolotti pittore…
La pittura è una dimensione più personale. Il rapporto con quello che faccio è sostanzialmente fisico, di fatica fisica nel dipingere.
La manualità per me è un elemento essenziale che mi mette in rapporto diretto con quello che sto realizzando.

Parlaci del Bertolotti ritrattista…
Per il ritratto ho sempre avuto una grande passione.
Restituire l’immagine di una persona è prima di tutto cercare di comprenderla.
Attraverso i tratti, le pieghe d’espressione e la fisicità del soggetto e ancora la postura, la presenza, lo sguardo si aprono mille possibilità di ritrarlo.
Poi, chiaro, ognuno ha il suo stile ma è proprio nel modo in cui si rappresenta una persona la vera sfida.
Per fare un esempio, per la mostra al Festival Jazz di Fano ho preparato quadri e inchiostri che ritraevano Miles Davis, cercando di restituire l’intensità del suo sguardo mentre suonava o durante alcune interviste.
Per ottenere un rapporto più ravvicinato l’ho rappresentato in tele grandi, in primissimo piano, dove si vede solo parte del suo volto, bloccato nell’espressione di quel preciso istante.
Quella visione così ravvicinata e parziale non dà altra possibilità che immaginare tutto ciò che non si vede.

A quale personaggio storico avresti voluto fare un ritratto?
Ad Albert Einstein, con i sandali estivi, nel suo studio mentre lavora.

Com’è nato il sodalizio artistico con Michele De Pirro?
Ci siamo conosciuti a Genova nel 1986 durante una riunione per fondare una lista politica universitaria.
Entrambi avevamo in testa l’idea di fare una rivista e così abbiamo messo in piedi una fanzine satirico-letteraria che è andata avanti una decina d’anni tra presentazioni, concerti e rassegne cinematografiche a tema.
È stata per noi una palestra dove fare esperienza e dove confrontarsi con altri autori della nostra generazione come i vignettisti Maurizio Minoggio, Mauro Calandi, Alberto Rebori, Beppe Mora, Migneco e Amlo, Alberto Rebori e alcuni e scrittori come Enzo Costa, Amleto De Silva e tanti altri amici.
In questo clima è nato il duo vignettistico Bertolotti e De Pirro, guardavamo alla satira come a un elemento dirompente per uscire dai limiti di una città che all’epoca offriva ben poco ai giovani.
I nostri punti di riferimento erano senz’altro Altan, per la capacità di creare un suo mondo satirico, Ellekappa per la forza e l’immediatezza della battuta.
Nel 1989 ci fu la svolta definitiva che ci fece decidere di fare satira: pubblicammo la prima vignetta su Cuore – Settimanale di resistenza umana – che non abbandonammo più fino alla chiusura, nel 1996.
Sicuramente una delle esperienze più significative per chi allora faceva satira.
La redazione di Cuore (Michele Serra in primis ma anche Lia Celi, Luca Bottura, Andrea Aloi…) era un cantiere aperto alle idee.
Ricordo le riunioni di redazione a cui ho partecipato come uno dei momenti più significativi e divertenti.
Battute, idee, spunti dall’attualità, gli ormai celebri titoli d’apertura.
Poi vennero le altre collaborazioni da Il Secolo XIX, Linus, Smemoranda, Repubblica.it, Il Fatto Quotidiano, Ultime Notizie, Affaritaliani.it e molti altri.
Agli inizi dell’era internet, sempre con Michele, abbiano messo in piedi la newsletter satirica Pippol – Libertà e perline colorate-, che contava circa 5000 iscritti che ricevevano la rivista per e-mail.
Poi di recente è nato www.prugna.net.
È un progetto satirico sviluppato su Facebook: Prugna – Il colore della satira (e poi su Twitter, Instagram…).
Michele ha avuto l’idea e ha messo in piedi una vera e propria officina di satira.
Io, oltre che collaborare come vignettista e con qualche sporadica battuta, curo la parte grafica.

Cosa è per te la satira?
La satira è un punto di vista alternativo sulle cose, un filtro che ti aiuta a mettere in dubbio la realtà che ti circonda.
Tanto più è fastidiosa, irritante, pungente e crea una reazione tanto più è satira.
Il buon gusto e i limiti in generale non fanno parte di questa pratica.

Dalla satira su Cuore a quella moderna sui social network, com’è cambiato il modo di fare satira dagli anni ’80 ad oggi?
Rispetto al periodo di Cuore (sempre in lotta contro le querele, tanto da costargli di fatto la chiusura) oggi la satira gode di una maggiore libertà e di nuovi canali di diffusione che ne hanno cambiato la natura.
La censura è molto limitata sul web e soprattutto l’accessibilità ai network facilita le opportunità di proporre le proprie cose alle molte riviste satiriche.
Di contro è pieno di battute che con la satira non c’entrano molto, spesso viene chiamata satirica una battuta solo perché tratta di politica.
È anche vero però che con tutta questa produzione emergono dei nuovi bravissimi autori, due fra tutti Daniele Villa per le battute e Walter Leoni per le vignette (per citarne due di Prugna).

Com’è cambiata la vignetta con l’avvento di internet?
Sui media cartacei la situazione è abbastanza bloccata e priva di una vera evoluzione.
Ogni testata ha il suo vignettista di riferimento che lavora più o meno in linea col giornale.
Sulla rete invece c’è un continuo fermento.
Vale il discorso fatto sulla satira in generale: tutti sono vignettisti con un generale livellamento della qualità.
Notevole sviluppo hanno avuto le vignette fatte di elaborazioni di immagini o fotomontaggi che siano, che sui network trovano grande spazio e una continua evoluzione del linguaggio.
Uno tra i grandi vignettisti del cartaceo, maestro della manipolazione delle immagini è Massimo Bucchi che sul web trova, a mio parere, una collocazione ideale.
Per chi fa vignette è cambiato anche il mezzo: moltissimi usano ormai la tavoletta grafica. A me piacciono sempre molto l’inchiostro e il pennello ma all’occorrenza uso programmi ad hoc.

Progetti?
Sicuramente continuerò la serie dei ritratti su carta e su tela estremizzando ancora di più il punto di vista.
E con lo stesso criterio, lavorerò sui “ritratti” di luoghi e ambienti.
Per quanto riguarda la satira un appuntamento importante è quello del 2 e 3 Maggio a Vicopisano in Toscana dove ci sarà Il Prugna-raduno: una grande festa dove parleremo di satira e si riderà di tutto il resto (www.prugna.net).

Genova e Roma, come vivi queste due città?
Sono due splendide città simili per il clima, sempre piuttosto mite e per il baccalà (che a Genova si chiama stocche).
Genova è la città in cui sono nato e cresciuto e dove abitano i miei.
Sicuramente mi manca il rapporto diretto col mare e la dimensione di vita che si ha in una città più piccola.
Roma è la città dove vivo con mia moglie e due gatti.
Qui la vita è sicuramente più impegnativa e la città non smette mai di ricordartelo.
Però è piena di sorprese e di posti magici. Una delle cose belle di Roma è che gli abitanti non rinunciano mai a viverla all’aperto.
È sempre piena di persone nelle strade e nelle piazze o nei tavolini dei caffè, con qualsiasi clima.

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